Al Sassolino Litigare fa bene

Dalle prime sperimentazioni nel 2011, a partire da un’esigenza concreta – rispondere ai bisogni particolari di un bambino – il percorso del Sassolino, scuola dell’infanzia Montessori di Gavardo (Brescia, Italia), nella gestione educativa dei litigi tra pari.
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Presentiamo il Consorzio (parte 3 di 10)

di Michele Vezzoli

Il percorso di una scuola dell’infanzia paritaria Montessori nel promuovere la capacità di auto-regolazione dei bambini nei litigi.

I cambiamenti nascono dai bisogni

Infatti riusciamo a cambiare quando avvertiamo la necessità di rispondere a bisogni quotidiani: così è stato anche per il Sassolino quando nel 2011 ha introdotto l’approccio educativo al litigio proposto dal CPP di Daniele Novara. Infatti tutto nacque dalle difficoltà incontrate dalle maestre nell’accompagnare un bambino con bisogni particolari.
In poco più di un mese il metodo Litigare Bene divenne per il Sassolino una nuova pratica per gestire i conflitti tra pari. Questo approccio, oltre a rendere i bambini più autonomi, diede la possibilità a quel bambino di ridimensionare il proprio malessere, imparando a gestire con più efficacia le proprie emozioni.

Facilitare, non dirigere

Il Sassolino è una scuola dell’infanzia paritaria Montessori, gestita dal 2015 da Fondazione Intro (Gavardo, Brescia, nord Italia). Nata nel 2007 dalla volontà di un gruppo di genitori di offrire ai propri figli un’educazione diversa, loggi ospita circa 40 bambini.

La ridotta dimensione della scuola ha senz’altro facilitato la sperimentazione del Litigare Bene, un’esperienza che si è integrata perfettamente con la matrice Montessori della scuola.

Nella Casa dei Bambini “Il Sassolino” le insegnanti accompagnano i bambini nelle loro esperienze di apprendimento, in primo luogo predisponendo un ambiente ricco di stimoli, all’interno del quale i bambini possono scegliere i propri percorsi, e realizzarli secondo i propri tempi.
L’insegnante è chiamata dunque a facilitare, piuttosto che a dirigere, esercitando in primo luogo l’osservazione. Questo aspetto ha facilitato l’assunzione di un ruolo diverso anche nella gestione dei litigi, superando l’impostazione tradizionale, nella quale l’adulto si erge ad arbitro o a giudice, togliendo ai bambini il loro protagonismo.

Meglio non evitare il conflitto

Il conflitto è però un fondamentale momento di crescita: quando si è adeguatamente supportati, permette di entrare in relazione con le proprie emozioni e quelle degli altri, aiuta a riconoscere la parzialità del proprio punto di vista e a riconoscere quello degli altri, affina le capacità di cooperazione, di negoziazione e di problem-solving.

Gli adulti che inibiscono e controllano i litigi dei bambini li privano dunque di fondamentali opportunità per sviluppare non solo soft skills, ma life skills.

Dalle prime sperimentazioni al progetto Erasmus+

Nel corso degli anni il Litigare Bene è diventato sempre di più un elemento perfettamente integrato nella proposta educativa del Sassolino, nonostante i cambiamenti nel corpo docenti.
Nel 2017, grazie al finanziamento della banca locale “La Cassa Rurale”, la ricercatrice Valentina Giampieri aiutò il Sassolino nel verificare la qualità del lavoro svolto a scuola, mappando i litigi e le loro caratteristiche, e dimostrando che “litigando bene” si accrescono le capacità dei bambini di autoregolarsi nelle relazioni conflittuali tra pari.
Nel 2019, con il contributo di Fondazione della Comunità Bresciana, la formatrice Annalisa Schirato accompagnò una quarantina di insegnanti della scuola pubblica di Desenzano del Garda nella sperimentazione del metodo, coinvolgendo circa 300 bambini e 500 genitori.
Nel 2021 accogliemmo per un periodo di osservazione e formazione una delegazione della scuola “Ivana Gorana Kovacica” di Vrbovsko (Croazia) – attuale partner di questo Consorzio Erasmus+.

La sfida attuale

È quella di creare strumenti utili a diffondere nelle scuole approcci educativi al litigio tra pari che permettano di sviluppare fondamentali competenze sociali e relazionali, promuovendo l’ascolto attivo, l’alfabetizzazione emotiva, l’empatia e il problem solving.

Bambini capaci di litigare diventeranno ragazzi e adulti capaci di confronto aperto e costruttivo, e cittadini protagonisti di comunità allo stesso tempo più aperte e più coese.

Questa è la sfida raccolta dal Consorzio “Arguing at school”: 10 organizzazioni, 6 paesi, 3 approcci educativi inizialmente mappati, 3 anni di lavoro per offrire al mondo della scuola strumenti utili a costruire life skills fondamentali.