PROMUOVERE UNA DIVERSA VISIONE DEL LITIGIO

Un video per raccontare a ragazzi, insegnanti e dirigenti scolastici che stando positivamente nel conflitto si possono imparare davvero molte cose.
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di Michele Vezzoli

Giunti a due terzi del cammino, il Consorzio di organizzazioni che gestisce “Litigare a scuola” è arrivato ad uno snodo cruciale, legato allo sviluppo del risultato di progetto relativo alla diffusione sistematica a scuola di un approccio educativo ai conflitti.
Come promuovere in modo capillare una visione del conflitto che ne riconosca il pieno potenziale di apprendimento di competenze sociali e relazionali?
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come promuovere esperienze di conflitto che dimostrino che queste competenze trasversali possono essere oggetto specifico di apprendimento, e non lasciate alla buona volontà di singoli insegnanti, dirigenti, educatori, genitori?

Il tema è dunque quello di un approccio integrale al conflitto a scuola, focus del risultato di progetto coordinato dal partner FREREF – Fondation des Régions Européennes pour la Recherche l’Education et la Formation.

Le risorse da mobilitare per questo obiettivo dovranno essere le più diverse e variegate.
Una di queste, che il Consorzio mette a disposizione dei destinatari del progetto, è stata elaborata nel corso della prima fase del progetto per rispondere a una domanda precisa: quali sono per i ragazzi le ricadute sul lungo periodo dell’applicazione di un approccio educativo al litigio? È effettivamente possibile imparare a litigare? L’approccio vissuto a scuola può cambiare il modo di vivere i conflitti per i ragazzi e, indirettamente, per i loro genitori?

Per dare una risposta a queste sollecitazioni il Sassolino, Casa dei Bambini Montessori di Gavardo (BS), ha realizzato un docu-film dopo avere riunito a scuola, dopo diversi anni, i bambini della scuola dell’infanzia che avevano imparato a usare la Panchina Rossa (il conflict corner secondo il metodo Litigare Bene elaborato dal pedagogista Daniele Novara del CPP, capofila del Consorzio Erasmus+).
In questo precedente articolo abbiamo narrato la genesi scientifica dell’azione, il lavoro di progettazione, l’apporto degli educatori secondo l’approccio del Teatro dell’Oppresso.

Presentiamo ora finalmente il risultato finale del nostro lavoro, in una duplice versione, breve o completa. La speranza è infatti quella di mettere a disposizione una risorsa elastica, da modulare a seconda delle situazioni.
La versione breve (11 minuti) è ottima per introdurre il tema della gestione del conflitto in un contesto di semplice divulgazione presso un pubblico generalista, non particolarmente preparato sul focus, ideale per preannunciare successivi incontri dedicati al litigio.
La versione lunga (20 minuti) è dedicata invece a chi, attorno a questa risorsa, intende costruire uno specifico setting di apprendimento, con target chiaramente individuati – dirigenti scolastici, insegnanti, adolescenti, genitori – meglio se misti, per moltiplicare i punti di vista.

Suggeriamo di tenere il video come il momento centrale, di snodo dell’incontro, dopo una prima fase di “riscaldamento” della relazione e di esplorazione epidermica del tema.

Dopo la visione sarà possibile attivare dinamiche di riflessioni approfondite sul vissuto del target rispetto al litigio, cercando di far emergere le visioni sottostanti, più o meno consapevoli e cristallizzate.
Sollevate le questioni, è importante però offrire al pubblico anche possibili percorsi di azione, per esempio presentando le esperienze dei partners di “Litigare a scuola” e ricordando gli strumenti messi a disposizione dal progetto: la mappa interattiva – in fase di aggiornamento: restate sintonizzati sul nostro sito! – la descrizione dettagliata dei metodi mappati dal progetto, il tool operativo destinato agli insegnanti, la guida all’introduzione di un approccio integrale ai litigi (in corso di elaborazione), i suggerimenti per i policy makers (ultimo risultato del progetto).

Il nostro gruppo di lavoro resta a vostra disposizione per valorizzare pienamente questa risorsa video e le altre che potete trovare sul sito: il cambiamento non è mai istantaneo, è un processo che richiede preparazione, dedizione e pazienza.

Un ringraziamento particolare al video maker Cristian Benaglio, che si è prestato a realizzare le diverse versioni (breve e completa, in italiano e in inglese), a Massimo Lussignoli e Annalisa Schirato, e a agli educatori della Nuvola nel Sacco.